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CONCORSO PER GRANDI E PICCOLI ... Se scrivi racconti per bambini ce li puoi inviare e noi li pubblicheremo in questa pagina... |
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C'era una volta, in un paese del lontano Medioevo, un bebè che era il secondo figlio del Re. Poichè stava per avere un quinto figlio, il Re, per evitare problemi di successione, affinchè i fratelli non combatessero fra di loro per l'eredità , decise di eliminare il secondo figlio che si chiamava Isidoro. Lo consegnò al cavaliere Romanino per portarlo in una campagna sperduta e lasciarlo morire li di sete e di fame. Il cavaliere Romanino, siccome aveva un cuore d'oro invece di uccidere il bambino lo affidò a una famiglia di contadini. Gli anni passarono e il vecchio Re morì. Intanto dei quattro figli del Re ne era sopravvissuto uno solamente chiamato Carlos, gli altri erano morti a causa di una terribile epidemia che aveva colpito il Regno. Isidoro allevato con amore dai suoi genitori adottivi era cresciuto sano e forte e sognava di diventare un cavaliere. Il fratello Carlos era diventato un Re dispotico e malvagio e aveva aumentato le tasse. I guadagni dei genitori adottivi di Isidoro purtroppo non erano sufficienti a pagare le tasse e Carlos li rinchiuse in prigione. Non sapendo cosa fare Isidoro dopo qualche tempo decise di arruolarsi nell'esercito per poter pagare i debiti dei suoi genitori contadini. Andò via a malincuore anche perchè dovette lasciare la sua bellissima e carissima amichetta che si chiamava Beatrice. Nell'esercito scoprì di avere molte doti e di essere un combattente valoroso; era uno dei migliori. Dopo numerose imprese il cavaliere Romanino un giorno lo riconobbe. Non ebbe però il coraggio di raccontargli le sue origini. Dopo un pò di indecisione un giorno lo andò ad incontrare e gli svelò il segreto. Quando Isidoro scoprì che era di sangue reale il suo primo pensiero fu quello di liberare i suoi genitori contadini e di dare una punizione al fratello malvagio Carlos. Con l'aiuto di Romanino riuscì ad allearsi con gli Asburgo d'Austria e ottenne una armata per combattere Carlos. Isidoro si mise subito in marcia verso il Regno del fratello che gli mandò contro le sue truppe. La resistenza fu inutile. Accerchiato il castello di Carlos, dopo pochi tentativi, Isidoro riuscì ad espugnarlo. Liberò i suoi genitori, mise in prigione Carlos e ridusse le tasse ai suoi sudditi. Un giorno mentre passeggiava a cavallo in una campagna del Regno incontrò una bellissima ragazza che coltivava i campi. Colpito dalla sua bellezza e dalla sua semplicita le chiese di salire sul suo cavallo e le raccontò la sua storia. La ragazza con grande meraviglia riconobbe Isidoro e allo stesso tempo Isidoro riconobbe Beatrice. Il cavallo come se avesse le ali volò verso il Castello e dopo pochi giorni Beatrice divenne la Regina al fianco del Re. Isidoro e Beatrice vissero a lungo amati da tutto il popolo per la loro bonta e saggezza. (Fabio Dalmasso - Cagliari - Scuola media) |
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Fu così che Cuoredoro, questo è il nome del nostro Angelo, un giorno si e un giorno no andava a chiedere all' Ufficio Missioni Speciali se ci fosse qualche novità per lui. Ma la risposta era sempre la stessa : " Ripassa!" Cuoredoro era veramente stanco di dover trascorrere il suo tempo facendo jogging fra le nubi, giocare a carte con i cherubini o rincorrere i palloncini che i bambini si fanno sfuggire dalle mani. Ovviamente
faceva sempre i suoi bravi compitini ; teneva ordinata e pulita la sua
nuvoletta, accendeva le stelle, dava la carica ai vecchi orologi dei campanili,
spolverava i sogni di pace degli uomini evitando che ci crescessero le
ragnatele, sempre, però, nell'attesa di conoscere il "pargolo" Finché un bel giorno . Tirate a lucido le ali, sbiancato a più non posso l'abito, pettinati i ricci, Cuoredoro si presentò davanti al Padreterno che lo aveva, finalmente , mandato a chiamare. " E' una missione importante, molto, molto importante. Vai e non mi deludere. So di potermi fidare di te " gli disse l' Eterno, bofonchiando da dietro la sua stupenda barba bianca. "Grazie,
grazie. Ti farò fare una splendida figura. A presto. Ciao, Ciao
" Ma una voce tuonante gli intimò: "Dove vai? Torna indietro, hai dimenticato l'indirizzo Cominciamo proprio bene!" Una rapidissima inversione di rotta, un passaggio quasi radente sulla scrivania per prendere il primo foglio da una lunga pila che tremolava tra penne d'oca, telefoni, fax, computer e antichi, ingialliti volumi, una sfilza di "scusa, scusa, scusa ." E poi di nuovo via , destinazione terra. Tutta una tirata, a tavoletta, senza fermarsi mai, neanche per una sosta all' Holy Grill. Cuoredoro prese fiato solo dopo un atterraggio perfetto. "Subito al lavoro .." esclamò cominciando a rovistare nelle mille pieghe del suo camicione alla ricerca della tasca dove aveva infilato il foglio. Ma la sorpresa fu davvero enorme nell'accorgersi di avere non uno ma ben due indirizzi e non uno ma ben due nomi di bambini da accudire.
"Un errore del Padreterno? Impossibile. Non sbaglia mai ! Un errore dei suoi collaboratori? Meglio non dirglielo perché potrebbe mandarli a pulire la Via Lattea per qualche migliaio di anni luce. E,se, invece, per la fretta, avessi sbagliato io a prendere due indirizzi invece di uno solo? O se la missione importante, molto, molto importante, fosse proprio quella di dover accudire due bambini ?" Cuoredoro non sapeva proprio cosa fare. Stette un po' a pensare a tutte le soluzioni possibili, ma si convinse che bisognava a tutti i costi evitare di tornare "su" a chiedere spiegazioni. Poco, poco avrebbe rischiato di perdere l'occasione e di restare a spasso per chissà quanto altro tempo. L'unica soluzione era quella di tentare. E così fece. I due marmocchi si rivelarono veramente simpatici. Mangiavano con appetito, dormivano sereni e tranquilli, avevano due mamme e due papà che li seguivano con tanto amore e Cuoredoro riusciva ad accudirli senza troppa fatica. Ma i problemi, quelli veri, iniziarono quando Mattia e Claudia cominciarono a crescere. Allora si che il nostro Angelo si accorse di tutte le difficoltà della sua scelta. Tanto più che, non ve lo avevamo ancora detto, le famiglie dei due frugoletti abitavano in due diverse città Pur se ogni Angelo, come tutti sanno, può spostarsi alla velocità della luce, alla lunga, questo corri di qua e di là, qualche problemino cominciava a crearlo. Mattia si divertiva un mondo ad entrare a scuola passando per la finestra e Cuoredoro, ovviamente doveva stargli vicino per evitargli i capitomboli. Poi subito di corsa a controllare Claudia che non trovava niente di meglio che litigare con la sorellina, convinta com'era che le bambole dovessero essere tutte sue e soltanto sue . Quindi di nuovo Mattia che in piscina si impuntava a stabilire il record sott'acqua e ancora Claudia che ogni tanto si ammalava perché le piaceva uscire sul balcone a vedere il panorama del bosco anche quando era inverno e faceva tanto freddo. Per non parlare di quelle volte che, neanche si fossero messi d'accordo a distanza, nello stesso attimo decidevano di prendere il triciclo e via , di corsa, per cortili e stradine che più erano in discesa e pericolosi più loro si divertivano. Fino ad arrivare alle prime marachelle: dai peccatucci di gola ( Mattia trangugiava liquirizia e Claudia andava matta per la cioccolata) alle prime bugie, agli eccessi di curiosità e a tutto quello che i bambini, tutti i bambini, anche i più buoni, ogni tanto ( per fortuna non ogni giorno .) sembrano voler fare a tutti i costi, quasi per mettere alla prova il loro Angioletto custode. Più i bambini crescevano, più crescevano i problemi e Cuoredoro correva sempre di più.
"Non ce la faccio più. Possibile che il Grande Capo non si accorga di quanto sia faticosa questa missione? Abitassero almeno nella stessa città! No! Neanche questo. Ora basta!" Cuoredoro ebbe una crisi di stanchezza e sembrava proprio deciso a rinunciare. "Faccio un salto su, spiego bene la situazione, protesto un po' e chiedo un rinforzo. Non possono non darmi retta ..Mi dovranno sentire . E io continuerò la missione con uno solo dei due ." Ma a questo punto del ragionamento si fermò " E quale dovrei abbandonare? Mattia? Mai e poi mai. Va bene è un po'scavezzacollo e mi da tanti problemi e spesso mi costringe ad interventi all'ultimo secondo per tirarlo fuori per i capelli da qualche brutta situazione ma è così buono, così generoso, così intelligente No, lui,no!" E Cuoredoro continuò a pensare. "Allora devo lasciare Claudia? Ma fossi diventato matto? Biricchina quanto vuoi, a volte anche un po' capriciosetta, un pizzico aristocratichina ma è tanto carina, così sensibile e poi conoscendola a fondo come fai a non volerle bene? No, non posso lasciare neanche lei. Ma che cosa posso fare?" Pensa che ti ripensa, finalmente una buona idea gli balenò nella mente. "Se metto in moto tutte le mie conoscenze, e modestamente ne ho , posso almeno far sì che vadano tutti e due ad abitare nella stessa città. Sarebbe già un grosso passo avanti. Detto fatto. Qualche telefonata alle persone giuste, qualche nuova occasione di lavoro, i nonni che non vedevano l'ora di avere i loro nipotini più vicini e, voilà, il gioco e fatto. Quei bricconi ovviamente senza saperlo, sembrava lo facessero apposta a restare lontani: studi, amici, sport diversi. Finche Cuoredoro si spazientì veramente e che cosa ti andò ad inventare ? Con una serie di trucchetti, da diavoletto più che da angioletto, fece ritrovare tutti e due, alleluja, alleluja, si ritrovarono, quasi per caso, nella stessa scuola. Cuoredoro toccava il cielo con un'ala "però" pensava tra sé e sé : "ora che cominciano a essere grandicelli si potrebbe anche fare qualcosa in più ." Solo che quello sciocco di Mattia sembrava proprio non volersi accorgere (distrazione o timidezza) di Claudia che da parte sua, invece Finché insisti e prova, tira e pigia, i due ex bambini cominciarono a diventare amici. E il nostro Cuoredoro un po' più contenuto e un po' meno stanco potè, finalmente, iniziare una vita quasi normale da Angelo Custode. Il Grande Capo sarebbe stato fiero di lui ! Ma il Capo cosa stava pensando ? Tranquillo e sereno si lisciava la barba contento, come sempre, delle Sue scelte. "
Ma davvero Cuoredoro poteva pensare che non seguissi la Sua missione ? Così dicendo ordinò al suo Serafino- archivista File, di aprire un antico e polveroso librone e scorrendo le pagine, lesse tutte, ma proprio tutte le peripezie del nostro Angelo e, quindi, la storia di Mattia e di Claudia. Tutto
scritto, tutto già scritto
.si
..si
."
e mentre leggeva i riccioli della sua candida barba Prese la sua eterna penna d'oca e scrisse il seguente messaggio a Cuoredoro: " grazie di tutto quello che hai fatto. E grazie per tutto quello che io solo so che tu farai " Perché neanche gli Angeli sanno quello che succederà domani . Enrico Matteo Ponti , Poeta |
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Sono dei proverbi storici cinesi. La loro struttura è rappresentata, in genere, da 4 ideogrammi, cioè 4 parole, la cui interpretazione risulta molto difficile per chi non conosca il riferimento in esse sottinteso; pertanto chi li traduce deve illustrarne il contenuto.Questi proverbi, risalgono ad antichissime storie contenute in testi classici e sono tuttora citati nella vita quotidiana. |
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Non bisogna mai illudersi di fare facili guadagni. Chi applica in modo stereotipato le esperienze, fallisce di sicuro.
Nascondere la malattia e rifiutare la cura (hui ji ji yi)
Non bisogna mai nascondere le malattie e rifiutare le cure; camuffare i propri errori e rifiutare le critiche comporta conseguenze gravissime.
Comprare il cofanetto e restituire la perla (mai du huan zhu)
Questa storia mette in ridicolo coloro che non sanno valutare le cose e si accontentano del contenitore senza capire limportanza del contenuto.
Tirare in su le pianticelle per stimolarne la crescita (ya miao zhu chang)
Chi tenta di bruciare le tappe, quasi sicuramente otterrà risultati negativi. ( Mencio)
Imparare il modo di camminare a Handan (Handan xue bu)
Quando si impara non bisogna mai perdere la propria esperienza. (Zhuang Zi)
Guardare il cielo da un pozzo (zuo jing guan tian)
E erroneo credere di sapere tutto mentre si ha una visuale molto ristretta. |
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| Gentilissima
Klikkina, ti invio , con preghiera di pubblicarla tra le storie degli amici di Klikkina, questa poesiola che veniva imparata a memoria da tutti i bimbi delle scuole elementari negli anni '50 ( ho aggiornato il numero delle regioni che a quei tempi erano solo 15 ) |
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Oh.... cari monti del mio Paese |
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Sono sicura che piacerà a chi la legge perchè è veramente una simpatica storiella. E sicuramente piacerà ai bambini. Tonio è un folletto molto simpatico, generoso Tonio ha molti amici: il principe giglio, con la principessa Odessa, Linfa e Ronfo il dormiglione, la fatalina una fata acquatica. Ma nel fantabosco cè anche una guastafeste come la strega salamandra che è una strega che si diverte a preparare gli incantesimi a tonio e ai suoi amici. La sua età non è ben definita. Tonio ha uno strano lavoro, possiede un chiosco dove prepara strane bibite come il Blumele la Pioggialattea, scivolizie di ogni tipo e dolci come il tiramisuper. Come passatempo per distrarre i suoi amici Tonio ha una melevisione . Per gli abitanti del fantabosco i giorni della settimana sono diversi: anoredì corrisponde al lunedì, fioredì corrisponde al martedì, alamponedì corrisponde all mercoledì, pignedì corrisponde al giovedì , il venerdì corrisponde al pescedì, per gli abitanti del fantabosco il sabato non esiste. Nel fantabosco si sta proprio bene cè aria pulita ci sono piante fiumi, cè molta selvaggina Infatti uno degli amici di Tonio lorco Rubio che conosce il fantabosco come le sue tasche, spesso si diverte a rincorre gli animaletti. Gli abitanti del fantabosco chiamano la città "città la giù" . Chi comanda nel fantabosco è il Re quercia. Le monete le chiamano i lilleri. Gli abitanti a "città la giù" non vanno mai perché nel fantabosco chi sta meglio di loro? Insomma nel fantabosco si sta proprio bene! E ci si diverte molto. Certo ovviamente questa è solo una storiella qui lautrice gioca con la fantasia, ma se questa città ci fosse nella realtà si vivrebbe sicuramente meglio.
Con il Re quercia e i suoi collaboratori.
Forse questa favola vi sembrerà strana, ma forse un giorno diventerà realtà |
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la mia mammina , faceva la cicoria nella collina, tra tanti papaveri e margheritine. Oggi, anch'io sono piccina e nella stessa collina, senza papaveri e margheritine respiro il profumo della benzina |
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Cera una volta , ma molto molto tempo fa, in un regno lontano lontano, una principessa che viveva in un bellissimo castello Il castello aveva tante torri e bei giardini, fiori e ruscelli argentini, e così tutti pensavano che la principessina fosse felice e contenta e la invidiavano un po , ma nessuno sapeva che la povera Amina , perché così si chiamava la bella bambina, si sentiva tanto sola. Il castello infatti era bello davvero, nessuno lo metteva indubbio, ma era su una rocca che dominava tutto il piccolo regno e ci si poteva arrivare solo percorrendo una stradina stretta stretta e piena di curve, così nessuno, ma proprio nessuno andava mai trovarla. Un giorno Amina scese in giardino e come faceva quasi sempre, andò nel giardino dei fiori blu che era il suo preferito, perché cera una bella luce azzurra che si rifletteva su tutto ciò che era lì, compreso un piccolo ruscello di acqua cristallina. Mentre Amina stava guardando il ruscello e sospirava triste pensando Ma perché non mi viene mai a trovare nessuno e io devo stare sempre sola soletta? Come vorrei poter parlare ogni tanto con qualcuno e poter uscire di qui a vedere il mondo !!! un pesciolino piccolo piccolo, naturalmente blu, nuotava nel ruscello proprio lì vicino e a vedere la povera Amina si intristì tanto che si fermò e disse Ciao Amina, tu non sai chi sono io, ma io ti vedo tutti i giorni e ormai so tutto di te, aspettavo solo il momento giusto per poterti parlare. ![]() Naturalmente Amina si spaventò un po di un pesce blu che parlava ma presa dalla curiosità incominciò a fare domande al pesciolino, gli chiese chi era, da dove veniva e come mai un pesciolino come lui poteva parlare. Il pesciolino che immaginava già lo stupore di Amina era pronto a dargli tutte le risposte che voleva e così le spiegò che veniva da un regno incantato dove tutto era luminoso e azzurro e tutti gli animaletti potevano parlare fra di loro e anche con gli gnomi i folletti e fate che popolavano quel regno. Passavano i giorni e Amina aspettava sempre con trepidazione lora che poteva trascorrere nel giardino blu con il suo amico pesciolino, ormai sapeva tutto del regno dei folletti e degli animali parlanti ed era sempre più incuriosita dalle storie fantastiche che il pesciolino Topazio le raccontava. Un giorno in cui il cielo era grigio e le nuvole bisticciavano fra di loro in maniera molto rumorosa Amina scese nel giardino blu e come al solito si mise ad aspettare il suo amico pesciolino ma nonostante attese ore ed ore Topazio non arrivò. La povera Amina pensò di aver perso il suo piccolo amico blu e si sentì di nuovo tanto sola e triste che si ammalò e rimase per giorni e giorni nel suo letto a sognare il suo amico Topazio. Ormai Amina era rassegnata ma ecco che una notte mentre stava sognando il suo amico pesciolino lui le parlò e le disse Amina non essere triste, fammi un sorriso, uno solo sforzati e io ti porto con me a conoscere il mondo del lago blu. Amina felice di sentire Topazio riuscì a fare un sorriso e come per magia attraversò tante nuvole azzurre e si ritrovò insieme a Topazio nel mondo del lago blu. Subito tutti gli amici di Topazio le andarono intorno e le fecero una gran festa con folletti che suonavano, gnomi che ballavano e fate che cantavano insieme ai loro amici animaletti. Amina era così contenta che si dimenticò la sua tristezza e tutto cominciò a sembrarle più bello, lallegria degli abitanti dl regno blu era contagiosa e anche lei cominciò a danzare e cantare con loro. Ma Topazio, il pesciolino, aveva per lei ancora una sorpresa e senza spiegarle niente la prese per mano e la portò sulla riva del lago blu e lì le disse pensa a una cosa che ti faccia sentire bene e felice e vedrai che cosa succederà! Amina pensò al suo giardino blu dove aveva conosciuto Topazio e lo immaginò pieno di amici che giocavano con lei e fu subito felice e gioiosa e così si avverò la sorpresa che Topazio le aveva annunciato, Amina e il suo amico volarono sopra il lago seduti su una nuvola azzurra e arrivarono su un isolotto che era al centro del lago ed era circondato da una fitta nebbia bianca e da un silenzio irreale. Topazio la accompagnò in un bellissimo castello che assomigliava a quello di Amina, anzi era proprio quello di Amina che a questi punti non riusciva più a capire cosa stava succedendo. Arrivarono nella camera di Amina e lei vide seduto sul suo lettino un folletto blu che la guardava sorridendo e le disse Ciao Amina io sono il re del mondo del lago blu e Topazio mi ha spiegato che tu sei sempre sola e triste ma se mi prometti di essere più allegra e di apprezzare le cose che ti circondano per quello che sono e di trovare un lato buono e positivo anche in quelle più semplici, insomma di vedere il mondo un po più in rosa io farò ruotare il mio berretto e con una magia risolverò i tuoi problemi Amina senza avere nemmeno un po di esitazione accettò la proposta del piccolo folletto blu e dopo aver salutato i suoi nuovi amici allimprovviso si trovò di nuovo sopra la nuvola azzurra che la riportò nel mondo dei sogni. Quando al mattino si risvegliò si ricordò del suo sogno e della promessa che aveva fatto al folletto, ando dalla finestra canticchiando una canzoncina allegra allegra e quando guardò dalla finestra vide un sacco di bambini con molti giochi e libri di fiabe e cavallini a dondolo e chi più ne ha più ne metta. Amina corse in giardino felice salutò tutti i suoi nuovi amici e parlando con loro scoprì che erano tutti bimbi del paese che il re suo padre aveva chiamato perché si conoscessero e potessero giocare tutti i giorni felici e spensierati. Amina pensò piena di gioia che il suo amico Topazio e il folletto re del lago blu avevano mantenuto la promessa e che finalmente lei non sarebbe stata sola mai più. |
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Con Amore la sua Mamma |
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C'era una volta, tanto tempo fa, una mucchina carina di nome Clementina che amava far la rima. Passava tutto il giorno a bere acqua
e a guardarsi intorno, cercando con fatica la compagnia di una vera amica. Anaid e Ocram |
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