7. Alle scoperta delle Galapagos. La leggenda di Sogapalag.

I nostri amici eccitati per la visita programmata alle Galapagos, si svegliarono di buon mattino e, dopo aver preso posto a bordo di Dolphin, si presero per mano e
pronunciarono la frase magica: “Alle Galapagos tutti insieme Tin-Klin”
– pochi decimi di secondo e si trovarono a sorvolare il cielo delle Galapagos.

Prese la parola Pinchy, l’esperto di storia,  per illustrare le caratteristiche di questo meraviglioso arcipelago, mentre Klikkina ammirava con stupore la bellezza di questo angolo dell nostra Terra

Le Isole Galápagos sono un arcipelago vulcanico dell’Oceano Pacifico, considerato una delle principali destinazioni al mondo per l’osservazione della natura incontaminata.

“L’ Arcipelago delle Galapagos comprende più di 50 isole di origine vulcanica e ha un’estensione di 4.500 chilometri quadrati.
“Una leggenda narra che il Re Inca (una antica civiltà dell’America Latina), Tupac Yupanqui, agli inizi del 1400, quasi cento anni prima che Cristoforo Colombo scoprisse
l’America, salpò dalle coste dell’ Ecuador e approdò in due isole che facevano parte dell’ arcipelago delle Galapagos. (Ava Chumbi e Nina Chumbi ovvero Isola Sperduta e Isola del Fuoco).

Intorno al 1535 un Capitano spagnolo, Thomas de Berlanga, riscoprì l’Arcipelago e rimase impressionato per la straordinaria flora e fauna: foche, enormi tartarughe, iguana, albatros, cormorani, pinguini e altre stranissime specie di pesci e uccelli e poi cactus, piante tropicali e strani girasoli vulcanici, insomma specie mai viste in nessuna altra parte del mondo.

Nei secoli successivi le isole vennero usate come rifugio dai Bucanieri (pirati e trafficanti inglesi e spagnoli) che fecero strage di tartarughe e foche per cibarsi e distrussero diverse specie di piante, uccelli e pesci

Nel 1835 Charles Darvin (che viaggiava per il mondo elaborando le sue teorie sull’evoluzione della specie) approdava per la prima volta in quel meraviglioso mondo per accorgersi che l’Arcipelago costituisce un angolo del nostro pianeta dove il tempo e la natura si sono fermati al giorno dell’apparizione dei primi esseri viventi, e che rappresentava un importantissimo tesoro per i suoi studi e per il mondo. (klikka qui per info sulla fondazione Darwin e per vedere delle fantastiche foto degli animali che ci vivono)

 

 

Nel 1979 l’ UNESCO ( l’0ganizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione la Scienza e la Cultura ) ha dichiarato le Galapagos patrimonio mondiale dell’umanità che ognuno di noi ha il dovere di proteggere.

Pericoli potenziali
Lasciamo la la parola a Stone, che da buon saggio nuragico analizza tutti i pericoli che possono generare disastri a causa della distrazione degli uomini.

“Le Galapagos sono un importante passaggio per varie navi mercantili e purtroppo negli anni sono state vittime di numerosi disastri ambientali a causa di sversamenti accidentali di petrolio in mare. Solo negli ultimi anni sono avvenuti numeosi disastri nel 2001, nel 2014, nel 2015, nel 2019 litri di pericolosissimo combustibile sono stati versati nelle acque limpide delle isole.
Le grosse navi petroliere e merci costituiscono una minaccia costante per le coste delle nostre terre e per le specie che popolano i mari.

Dal dizionarietto di Pincy scopri segreti del petrolio

 

Durante la permanenza nelle isole, i nostri amici incontrarono “Carmencita”, una tartaruga che vive nelle isole da più di settemila anni. Carmencità è quasi una enciclopedia storica avendo assistito a migliaia di eventi accaduti nella terra.


“Prima che voi lasciate questo paradiso” – disse Carmencita – “voglio raccontarvi la bellissima leggenda segreta delle Galapagos”.

“Ai tempi della mitologia greca, su tutte le acque del mondo regnava NETTUNO (in Grecia conosciuto come Poseidon).

Aveva ricevuto il Regno dei Mari da suo fratello GIOVE che, dall’alto del monte Olimpo regnava su tutti gli dei greci.

(Mitologia è l’insieme delle storie e delle credenze religiose del mondo greco antico. Scopri di più dal dizionarietto di Pincy)

 

Nettuno, viveva nelle acque profonde del mare con la moglie Anfitrite, in un grande castello costruito con pepite d’oro.
Quando col suo tridente doveva generare le tempeste o placare le acque infuriate dei mari, usciva col suo cocchio formato da una grande conchiglia e trainato da due Ippocampi (cavalli bianchi con la coda di delfino).

Il cocchio era sempre seguito da cinque Nereidi che cavalcavano cinque Tritoni, da un branco di delfini e da un concerto di sirene accompagnate dalle note del vento.

 

 

” Scusami Carmencita” disse Dolphin ” Un mio antenato raccontava di queste divinità chiamate Nereidi che rappresentavano i diversi aspetti del mare e diceva che erano le figlie di Nereo e Doris, figlia unica dell’Oceano “.

” Sicuro ” – rispose Carmencita e continuò,
“Un giorno, mentre il corteo di Nettuno lambiva le coste delle Galapagos, lasciandosi dietro una gigantesca scia di spuma bianca, una delle sirene udì il lamento di un giovane guerriero greco, che la furia di un ciclone aveva portato in quelle lontanissime Isole.
Si trattava di un naufrago e il compito delle sirene era quello di salvare i naufraghi, se la regina Anfitrite voleva.
La sirenetta, che si chiamava Sogapalag, per paura di non arrivare in tempo si precipitò in aiuto del giovane senza il necessario permesso.

Salvò il giovane, ma questo era talmente bello e aveva tante virtù che la sirenetta se ne innamorò.

Anfitrite si arrabbiò molto per la fuga di Sogapalag.

All’insaputa di Nettuno, Anfitrite regnava sulle streghe e aveva una sorella che godeva della sua fiducia, la Maga Circe.
(Pinchy e Jumpy sicuramente hanno letto L’ Odissea e si ricorderanno come Omero ha descritto la malvagità di questa strega che tenne prigioniero Ulisse.)

Anfitrite chiamò Circe e le ordinò di precipitarsi alle Galapagos per riprendere Sogapalag.
Un giorno di primavera mentre la sirenetta ammirava la natura, la maga arrivò travestita da tromba marina, l’avvolse tra le sue spire e la ricondusse al castello dove venne incatenata.

 

 

Passarono centinaia d’anni e Sogapalag, pur conservando i suoi splendidi occhi azzurri, perse la vista.

“Posso interrompere” disse Handy – “Ma certamente” – rispose Carmencita.
“Penso che la vista non si perda mai dato che è il riflesso di quello che ognuno di noi pensa e di quello che coloro che ci amano ci confidano”.
” E’ vero ” esclamarono in coro i nostri amici – “non ci avevamo mai pensato”.

Intanto il guerriero greco era morto di dolore e la sua storia d’amore e le sue virtù furono tramandate dai delfini alle generazione successive.

Una delle statue di Riace rinvenuta nel Mar Mediterraneo nel 1972 nei pressi di Riace Marina, in provincia di Reggio Calabria.

 

Settecento anni dopo, un giovane bellissimo, forte e coraggioso che si chiamava Riace, decise di liberare la sirenetta. Si accordò con i delfini e i pesci spada e, una notte, mentre Nettuno e il suo corteo erano impegnati nell’oceano a scatenare una terribile tempesta, entrarono nel castello. I pesci spada fecero scappare i Ciclopi di guardia, i delfini legarono Anfitrite e, con l’aiuto di un granchio gigante spezzarono le catene che tenevano prigioniera la sirenetta.

Sogopalag e Riace seguiti dai delfini, dai pesci spada e dal granchio, rientrarono alle Galapagos e vennero accolti con grandi festeggiamenti da tutti gli abitanti delle isole.

Intanto tutte le divinità greche, le loro ancelle e i loro guardiani : Giove, Nettuno, Giunone, Minerva, Eolo, Marte, Venere, Anfitrite le Nereidi, gli Ippocampi, I Ciclopi, incominciarono a sparire dall’immaginario degli uomini e pure il castello, scomparve nelle acque del mare, in un immenso tramonto dai riflessi d’oro e di fuoco.

Sogapalag e Riace, regnarono per molti secoli nelle Galapagos, trasmettendo amore e saggezza a tutti gli abitanti delle isole.

 

Cosa successe dopo?

 

Aarrivarono i Bucanieri Spagnoli e Inglesi e nelle Galapagos incominciò l’inferno.
I due giovani furono imprigionati e nulla poterono contro la violenza dei Bucanieri.  Riace aveva un amico, al quale aveva salvato la vita, che viveva nel fondo del mediterraneo. Venuto a conoscenza della disgrazia di Riace, supplicò una stellina, che rifletteva nel cielo la bontà di tutti gli esseri umani, di salvare il suo amico e la sirenetta.

La stellina impietosita, decise di intervenire.

” Miei cari ” – disse la stellina – ” Io posso liberare le Isole dai Bucanieri, a condizione che voi lasciate per sempre le Galapagos. Prima di partire, però, potrete esprimere un desiderio. Sogapalag e Riace accettarono immediatamente.
” Il mio desiderio ” disse Sogapalag ” è quello che l’ eterna spontaneità della giovinezza venga un giorno raccontata da un grande scrittore di favole e rappresentata da un piccolo monumento alle sirene di tutto il mondo”. (scopri la favola della sirenetta scritta da Hans Christian Andersen nel 1837)

La statua della sirenetta a Copenaghen

” Il mio desiderio ” disse Riace ” è quello di ritornare in fondo al Mediterrano accanto al mio più caro amico, e insieme essere esposti in un importante museo dove i visitatori potranno capire il valore dell’amicizia. (Museo di Reggio Calabria).

I due giovani firmarono il contratto di eternità e un arcobaleno illuminò improvvisamente la notte e come un lampo scomparve portandosi via Sogapalag e Riace.

Le tartarughe, gli iguana, i pinguini, i delfini, i cormorani, i fiori, le piante e tutti gli altri esseri delle Galapagos piansero, per un giorno intero e le loro lacrime, attraverso tanti piccoli rivoli, andarono ad addolcire le acque del mare.

” La storia è finita ” – disse Carmencita.

 

I nostri amici si guardarono intorno e si accorsero che le stelline e l’esile falce di luna, avevano lasciato scivolare nel cielo impercettibili goccioline di pioggia che bagnavano anche i loro occhietti.

“Carmencita” – disse Klikkina – “Ci hai raccontato la più bella favola delle favole e, veramente non abbiamo parole per ringraziarti.
Poppy stringeva forte forte la manina di Daisy e nel profondo silenzio della notte tutti si addormentarono.

ma non è finita…

Prima di andare a letto Handy, incuriosito dalla parola “immaginario” ha inviato una e-mail a Luxy.

La risposta è stata la seguente:

“L’immaginario è il più bel dono che voi terrestri avete ricevuto”

L’immaginazione (la fantasia) scaturisce direttamente dalla mente che elabora la realtà che ci circonda in forme non reali.
Potete aprire quando volete la finestra dell’immaginario e volare con le ali della fantasia. Attenzione però a non fare voli troppo lunghi perché c’è il rischio di non ritrovare la realtà.

Ancora una cosina prima di addormentarvi.

Osservate quello che fanno gli altri ma non copiate mai, aggiungete sempre un pizzico del vostro “Immaginario”.
Baci Luxy

 

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